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Il documento è presente nel fascicolo: Corrispondenza tra Luigi Dragonetti e Melchiorre Delfico

Fascicolo contenente il carteggio intercorso tra Luigi Dragonetti a Melchiorre Delfico tra il 1822 e il 1835. In totale sono sessantadue lettere, spedite da L'Aquila, Chieti, Teramo e Napoli.
Scheda: A02/00001/00/00/00007/000/000
Consistenza: 64 cc. nn.
Numero del fascicolo: 292
Numero della busta: 20
A cura di: Raffaella Quarato, Manuela Mosca

Il fascicolo si trova nel fondo: Fondo Delfico
Il fascicolo si trova nel fondo: Fondo Delfico

Il Fondo Delfico, acquisito dall'Archivio di Stato di Teramo tra il 1940 e il 1941, comprende materiale vario di Melchiorre Delfico: lettere speditegli da numerosi mittenti (1), tra cui Davide Winspeare, Ludovico Bianchini, Giuseppe Ceva Grimaldi, Giuseppe Zurlo; una fitta corrispondenza tra lo stesso Delfico e Luigi Dragonetti; documenti relativi all'attività di Consigliere di Stato e di presidente del Supremo Consiglio delle Finanze. (1) Vedi nota bibliografica.

Il fondo è conservato presso: Archivio di Stato di Teramo

L'Archivio di Stato di Teramo, istituito in epoca borbonica con legge organica degli archivi 12 novembre 1818, n. 1379, fu posto alle dipendenze della Segreteria dell'Ufficio di Intendenza. Nel 1835 fu nominato il primo archiviario e nel 1838 diede inizio alla sua attività. Il primo archivio versato fu quello dell'Intendenza, mentre tra il 1840 e il 1841 quelli dei registri delle Ricevitorie Generale e Distrettuali. Seguirono poi i ruoli della contribuzione fondiaria (1841-42), la contabilità delle spese di giustizia (1847) e la documentazione del Tribunale Civile e della Gran corte criminale (1852-1856). Nel 1869 furono acquisiti l'Archivio comunale di Mutignano, gli atti degli Uffici del registro e bollo della provincia, una cassa di pergamene rimaste presso gli uffici finanziari e provenienti in massima parte dai monasteri soppressi nel decennio francese. Del 1892 è il primo elenco della biblioteca costituito da 319 volumi che nel 1899 divennero 508. Nel 1935 l'Archivio di Stato disponeva di tre sedi: i locali presso la Prefettura (ex palazzo dell'Intendenza), una palazzina privata (De Petris) e l'ex monastero di S. Matteo, in cui fu posta la sede centrale. Si susseguirono nel tempo ulteriori e pregevoli acquisizioni: l'Archivio notarile (1937), la Biblioteca Paris Mezucelli (1940), il Fondo Delfico (1940-1941), le Biblioteche Mancini e Scarselli (1943), le carte del Comitato di liberazione nazionale (1946), il volume di memorie patriottiche di Antonio Tripoti (1947), gli atti dell'ex Federazione fascista di Teramo ed una piccola parte dell'Archivio comunale di Teramo (1950). E' da segnalare che nel 1927 trenta comuni della provincia di Teramo passarono a costituire la nuova provincia di Pescara, presso il cui Archivio di Stato furono trasferiti nel 1962 gli atti notarili, lo stato civile, documenti dell'ufficio leva e delle preture concernenti i suddetti comuni. La documentazione più antica è rappresentata dalla collezione di pergamene, di cui le più antiche risalgono al sec. XIII. I fondi amministrativi e giudiziari hanno inizio dal 1684, epoca di origine della provincia di Abruzzo Ultra Primo e del Tribunale della regia Udienza che tuttavia per circa 60 anni fu sottoposto al preside di Chieti. Il materiale documentario acquista carattere di organicità dal 1744, anno di nomina del primo preside di Teramo, Emanuele De Leon. Nel 1942 l'istituto fu trasferito a palazzo Delfico, di proprietà dell'Amministrazione provinciale, ove vi rimase fino al 1998, per poi acquisire la sede di S. Domenico. Dal 1998 la sede centrale dell'Archivio di Stato di Teramo ha trovato ospitalità nel convento di S. Domenico, immobile di notevoli dimensioni, di pertinenza del Demanio dello Stato, risalente al 1287. Dalla documentazione conservata nell'Archivio di Stato si desumono ulteriori informazioni sulla storia del convento. Nel "Fondo notarile" ricorrono nel tempo svariati atti quali legati, donazioni e testamenti a favore del convento, della chiesa e della Confraternita del SS. Rosario in S. Domenico. Nel 1929 il tempio, restaurato dall'insigne storico ed archeologo teramano Francesco Savini, fu nuovamente riaperto alla devozione popolare. Nel 1939 mantenendosi sotto l'Amministrazione militare l'antico convento, si recuperarono alcuni locali ad uso dei padri domenicani tornati a Teramo. In tempi recenti tra il 1996 ed il 1997 l'edificio sotto il titolo di "Caserma di S. Domenico" è stato definitivamente rilasciato dal Ministero della Difesa. Nello stesso periodo l'Archivio di Stato richiedeva al Demanio la concessione in uso governativo del complesso monastico. Acquisito l'immobile si effettuavano le opere di restauro ed adeguamento funzionale sotto la direzione lavori della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici per l'Abruzzo e del Servizio Tecnico per l'Edilizia Archivistica di Roma e si restituiva la struttura al suo originario valore architettonico.
Indirizzo: Corso Porta Romana, 68
Cap: 64100
Luogo: Teramo
Regione: ABRUZZO E MOLISE
Contatti: Tel. 0861-252583; 0861-252591 Fax 0861-254910
Riferimenti per l'accesso: Orario: dal lunedì al giovedì, 8.30-17.30; venerdì e sabato, 8.30-13.30 Condizioni di accesso e fruizione: La sala di studio è aperta liberamente e gratuitamente al pubblico che voglia consultare documenti per ragioni di studio, amministrative e private.